1 gennaio 2011

Fatto del 1 gennaio 2011.  Claudia Pistone, 38 anni, era separata da due anni ed era tornata ad abitare nell’abitazione dei genitori, a Carmagnola, in provincia di Torino. Giovanni Pistone e Lidia Serravalle, entrambi in pensione, sono stati uccisi a coltellate. Lo ha ammesso la figlia stessa agli inquirenti.
I coniugi uccisi sono stati trafitti più volte al busto e al collo con un grosso coltello da cucina. L’arma è stata recuperato dai carabinieri vicino ai cadaveri. I corpi erano nella camera da letto. A denunciare il fatto è stata Claudia Pistone, che ha avvertito i carabinieri dicendo di aver visto persone entrare in casa. Poi, le prime ammissioni. I militari l’hanno quindi fermata.
Ma nella vita di Claudia Pistone c’è un inquietante precedente. Narcotizzò il marito, lo legò al letto e lo colpì alla testa con un oggetto pesante: il fatto risale a due anni fa proprio nelle feste natalizie. La storia è emersa durante le indagini dei carabinieri. La famiglia Pistone viveva in un appartamento al piano rialzato di un condominio di via Valfrè. Nessuno dei vicini ha sentito nulla di anomalo e, secondo gli investigatori, non si può escludere che Claudia, prima di agire, abbia fatto addormentare i genitori in qualche modo, magari facendo prendere loro dei farmaci.


28 giugno 2011La sera dell'ultimo dell'anno a Carmagnola uccise i genitori a coltellate dopo averli addormentati con un narcotico. Claudia Pistone, 38 anni, seguita dai servizi sociali, sarà processata in Corte d'Assise a Cuneo
E' stata rinviata a giudizio con rito immediato Claudia Pistone, la donna di 38 anni che la notte di capodanno uccise i genitori a Carmagnola, nel torinese. Lo ha deciso oggi il gip di Alba (Cn), Francesca Di Naro: il processo si svolgerà davanti alla Corte di assise di Cuneo a ottobre ma il legale della donna, l'avvocato Gioacchino Berrino, ha già detto che chiederà il rito abbreviato. Dalle perizie sui corpi dei due coniugi è emerso che la coppia è morta a causa del veleno somministrato dalla figlia.
Giovanni Pistone e Lidia Serravalle, entrambi di 60 anni, non sarebbero quindi stati uccisi, come si era pensato in un primo momento, dalle coltellate inferte dalla figlia dopo averli addormentati con un narcotico. Claudia avrebbe perciò infierito con un coltello sui genitori dopo averli già uccisi con il veleno. Sul luogo del delitto erano stati trovati un coltello con una lama di 27 centimetri e una mannaia. Lei davanti al gip aveva spiegato di averlo fatto perchè non ce la faceva più ad essere controllata in ogni suo movimento.
"Li ho uccisi perchè mi controllavano troppo ed ero stanca di questa vita" aveva detto durante l'interrogatorio. Lei era tornata a vivere con i genitori due anni prima dopo la separazione dal marito, che aveva sedato e colpito alla testa, e da allora era seguita dai servizi psichiatrici. Ora si trova nel reparto psichiatrico dell'ospedale Molinette di Torino ma le perizie disposte dai pm hanno evidenziato che la notte in cui uccise i genitori Claudia era in grado di intendere e di volere tanto da simulare l'intrusione di qualcuno in casa per depistare le indagini.


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