15 giugno 2010

Maria Teresa Crivellari. È lei l’ex amante di Giacomo Bellorio, il marito di Marina Patriti, la mamma di Bruino scomparsa il 18 febbraio scorso. È lei che, secondo i racconti della figlia Tatiana, mandava i messaggi di minaccia alla donna sparita dopo aver portato la figlia più piccola all’asilo. È attorno a lei che si concentrano le indagini dei carabinieri e della Procura di Pinerolo.
«È una donna spaventosa, capace di tutto. È stata mia moglie a scoprire che lei era falsa e cattiva, l’esatto opposto di quello che appariva. È stata Marina a farmi aprire gli occhi» si sfoga Giacomo alle 8 della sera, al telefono. Lui, delle minacce inviate a Marina dalla sua ex amante, non sapeva niente. Gliele ha rivelate la figlia. «Se ci penso: che rabbia. Mia moglie mi ha tenuto all’oscuro». Minacce, però, di cui erano stati messi al corrente anche i carabinieri, al momento della denuncia di scomparsa.
Giacomo e Maria Teresa si erano conosciuti al mercato di Alpignano, una delle piazze frequentate dell’uomo, commerciante ambulante di pane e dolciumi. «La nostra storia è nata così, quasi per scherzo. È durata meno di due anni. Non smetterò mai di pentirmene».
L’uomo l’ha sentita per l’ultima volta ad agosto, quando le ha chiesto spiegazioni sulla scomparsa della moglie. «Mi è volata addosso, non voleva sentirne parlare di Marina. Ho anche provato con le buone, e non ho ottenuto niente. Lei voleva riprendere la relazione, ma io l’ho respinta».
Resta da chiarire il mistero. Che cosa è successo a Marina la mattina del 18 febbraio? Dov’è finita? Nessuno al momento può ancora rispondere. I pensieri dei familiari sono un mix terribile di ansia e speranze. «Quella donna è spietata, quando dico che è capace di tutto non esagero. Io ho paura di lei». Ad Alpignano, nella casa popolare del Comune dove risulta residente, la conoscono bene. «Quelle due auto - indica arrabbiato un inquilino - sono sue. Sono lì da mesi. Sono dei rottami. Una è pure sotto sequestro». Strana coincidenza. L’auto sotto sequestro dalla polizia municipale è una Renault Scenic, stesso modello della donna scomparsa. Diverso solo il colore. «Spesso cambiava auto, grazie ai tanti amici. Con la sua aveva avuto dei guai perché non pagava l’assicurazione» raccontano. Spiegano che Teresa, quella del primo piano «fa l’infermiera in una casa di cura». Le due auto sono delle pattumiere. Piene di oggetti, vestiti, cibi putrefatti.
Di lei si sa quasi tutto. Maria Teresa è vedova. Dal 1997. Il marito riposa nel cimitero di Alpignano. Sulla tomba ci sono crisantemi gialli sistemati di fresco. «Non credo che li abbia portati lei. Mi diceva che da quando era morto suo marito, non era mai andata al cimitero, perché lui l’aveva lasciata piena di debiti». Una vita complicata: due figli, tanti lavori, e un rancore smisurato per una donna più fortunata di lei: Marina. Una donna con una famiglia di origine benestante, tre figli bellissimi a cui dedicare ogni fatica, e con un cuore malleabile da riuscire a perdonare un marito pentito. Una rivale e basta.




E’ stato risolto il giallo di Marina Patriti, la casalinga e mamma di tre figli residente a Bruino, sparita il 18 febbraio scorso. Sarebbe stata ammazzata dall’ex amante del marito, Maria Teresa Crivellari, con l’aiuto di due complici, Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino. I tre sono finiti in manette accusati di concorso in sequestro di persona, omicidio volontario e occultamento di cadavere. Sarebbe stata una rivelazione fatta nei giorni scorsi dalla figlia della donna, Tatiana, a mettere gli inquirenti sulle tracce dei tre fermati. La figlia, infatti, aveva dichiarato che prima della scomparsa la madre era stata più volte minacciata dall’ex amante del padre.

9 novembre 2010

Maria Teresa Crivellari ha confessato l'omicidio di Marina Patriti, la casalinga di Bruino il cui corpo è stato trovato sepolto nel giardino di casa ell'assassina. L'ammissione di colpevolezza l'avrebbe fatta dopo tre ore di interrogatorio, a Pinerolo. La fossa scavata accanto all'ingresso dell'abitazione. Poi ricoperta da un marciapiede in cemento.


5 aprile 2012 - E’ stata condannata all’ergastolo Maria Teresa Crivellari, la donna che, nel 2010, fece rapire la moglie del suo amante, Marina Patriti, la uccise somministrandole del veleno e poi la tenne seppellita per oltre otto mesi nel giardino di casa, a Sant’Ambrogio di Torino (Torino). Sono stati condannati a pene tra i 15 ed i 16 anni anche il figlio della donna, Alessandro Marella, e i due esecutori materiali del sequestro, Andrea Chiappetta e Calogero Pasqualino.
Il pubblico ministero Eugenia Ghi, aveva chiesto l’ergastolo per la Crivellari e 20 anni a testa per gli altri tre imputati. Il giudice oggi ha anche disposto risarcimenti di 300mila euro a testa per i tre figli della casalinga ammazzata, mentre nessnu risarcimento è stato liquidato al marito che anzi dovrà compensare le spese legali sostenute.
Prima della sentenza, l'imputata, rea confessa, ha chiesto scusa ai familiari della sua vittima. Crivellari ha letto una lettera con ha ammesso anche di avere calunniato Bellorio per ripicca. "Mi aveva illusa per anni di essere la donna della sua vita", ha detto. Poco dopo la lettura della sentenza, Guglielmo Patriti, padre della vittima, ha respinto le scuse: "Non me ne faccio nulla", ha detto.
Marina Patriti scomparve dalla sua abitazione di Bruino, nel torinese, dove abitava con i tre figli e il marito Giacomo Bellorio, nel febbraio 2010 e il suo corpo venne trovato solo 10 mesi dopo, a novembre, sepolto nel giardino della casa di Sant’Ambrogio di Torino della Crivellari. Secondo la ricostruzione degli inquirenti la Crivellari aveva sequestrato la Patriti per gelosia con l’aiuto di Pasqualino e Chiappetta e l’aveva poi uccisa nel suo garage nascondendone il cadavere in giardino con l’aiuto del figlio. Il processo si è svolto con il rito abbreviato.


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